Scheda tecnica
- Nomi comuni
- Colisa lalia, gurami nano, colisa azzurra, colisa rossa
- Famiglia
- Osphronemidae (pesci labirintici)
- Origine
- India, Bangladesh, Pakistan (bacini del Gange e del Brahmaputra)
- Taglia adulta
- 6–9 cm; femmine leggermente più piccole
- Longevità
- 3–4 anni
- Vasca minima
- 40 litri per un maschio, 80 litri per un trio
- Temperatura
- 23–27 °C
- pH
- 6,0–7,5
- Durezza
- GH 4–12 °dGH, KH 2–8 °dKH
- Alimentazione
- Onnivoro (alghe, piccoli insetti e larve in natura)
- Carattere
- Pacifico ma timido; maschi territoriali tra loro
- Difficoltà
- Facile o media (il rischio principale è la salute degli esemplari in commercio)
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Colisa lalia: cosa sapere prima di sceglierla
La colisa lalia è un piccolo pesce labirintico dell’Asia meridionale, presente in quasi tutti i negozi di acquariofilia in diverse varietà: il maschio classico a strisce rosse e blu, la colisa azzurra ("powder blue"), la rossa e la blu neon. I colori sono solo dei maschi; le femmine, grigio argento con strisce leggere, si trovano raramente in vendita.
Come il betta, il Trichogaster lalius respira aria atmosferica grazie all’organo labirinto e sale spesso in superficie a prendere una bolla. È un pesce calmo e curioso che esplora le piante con le pinne ventrali filiformi, veri organi del tatto e del gusto. Allevata nel modo giusto diventa la protagonista di un acquario di comunità tranquillo, senza le dimensioni e il carattere dei gurami grandi. Introducila solo in un acquario già maturato: rispettarne il benessere comincia da qui.
- Vasca: almeno 40 litri per un maschio, 80 litri o più per un gruppo o un acquario di comunità
- Riscaldatore: regolabile, impostato intorno ai 25 °C
- Filtro: movimento leggero in superficie, per esempio un filtro a spugna
- Piante: piantumazione fitta e piante galleggianti per smorzare la luce
- Coperchio: mantiene l’aria calda e umida di cui hanno bisogno i pesci labirintici
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Origine e habitat naturale
In natura la colisa lalia vive nelle pianure di India, Bangladesh e Pakistan, soprattutto nei bacini del Gange e del Brahmaputra. Abita ruscelli lenti, stagni, risaie, canali di irrigazione e rive di laghi: acque calde, spesso basse, ricche di vegetazione e quasi senza corrente.
Questo ambiente spiega quasi tutte le sue esigenze. In una vasca spoglia, molto illuminata e con forte corrente si sente esposta e perde colore; tra le piante e sotto uno strato di galleggianti mostra le tinte migliori. Per molti anni la specie si è chiamata Colisa lalia, nome che in Italia resta di gran lunga il più usato.
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Taglia adulta e longevità
I maschi adulti misurano in genere 6–9 cm, mentre le femmine restano un po' più piccole e tondeggianti. Nei negozi si trovano soprattutto maschi giovani di 4–5 cm che devono ancora crescere.
Una colisa lalia sana vive circa 3–4 anni, a volte qualcosa in più. Molte muoiono molto prima, e quasi mai per colpa dell’acquariofilo: di solito la causa è una malattia che arriva dagli allevamenti, descritta più avanti.
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Quanto deve essere grande l’acquario
Un maschio da solo può vivere in un acquario piantumato da 40 litri. Per un maschio con due femmine, o per farne il pesce principale di una vasca di comunità con un banco di piccoli pesci, servono 80 litri o più. Meglio una vasca lunga che alta, perché la colisa passa quasi tutto il tempo nella metà superiore.
Non tenere due maschi in meno di circa 120 litri. Ogni maschio difende un territorio intorno al futuro nido e insegue senza tregua il rivale, che finisce nascosto e smette di mangiare. In vasche grandi e molto piantumate a volte convivono se i territori non si vedono, ma non è mai garantito, e il benessere del pesce più debole viene prima di tutto.
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Valori dell’acqua
La colisa lalia si adatta alla maggior parte delle acque di rubinetto, purché trattate con un biocondizionatore che neutralizzi cloro e clorammine. Preferisce acqua tenera o mediamente dura, da leggermente acida a neutra, ma la stabilità conta molto più di un pH perfetto. Controlla i valori con un buon kit di test per acquario e consulta la nostra guida ai valori dell’acqua in acquario per interpretarli.
| Parametro | Valori consigliati |
|---|---|
| Temperatura | 23–27 °C |
| pH | 6,0–7,5 |
| GH (durezza totale) | 4–12 °dGH |
| KH (durezza carbonatica) | 2–8 °dKH |
| Ammoniaca / nitriti | 0 mg/l |
| Nitrati | Sotto 20 mg/l |
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Alimentazione
In natura la colisa lalia bruca alghe e biofilm e cattura piccoli insetti, larve e zooplancton. In acquario mangia quasi tutto. Usa come base granuli fini o scaglie di qualità e aggiungi due o tre volte a settimana alimenti congelati o vivi: chironomus, artemia, dafnie, larve di zanzara. Un mangime con spirulina ogni tanto completa la dieta.
Somministra piccole porzioni una o due volte al giorno, solo quello che viene consumato in un paio di minuti. È più lenta e prudente di tetra e barbi, quindi controlla che i compagni più veloci non le rubino tutto. La nostra guida su quanto spesso nutrire i pesci ti aiuta a dosare le razioni.
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Comportamento e compatibilità
La colisa lalia è pacifica con le altre specie, ma può essere timida, soprattutto nei primi giorni. Vive nella fascia superiore e centrale. Il maschio diventa più deciso quando costruisce il nido di bolle e scaccia i pesci che si avvicinano: è normale e, in una vasca ben piantumata, di solito non ha conseguenze.
I compagni ideali sono pesci piccoli e tranquilli, che occupano altre zone e non mordono le pinne. Un banco di rasbora arlecchino, neon o tetra ember funziona molto bene, così come i pesci di fondo come i corydoras e i kuhli.
- Di solito compatibili: piccoli tetra e rasbora, corydoras, otocinclus, kuhli, ancistrus, lumache neritine
- A rischio: gamberetti red cherry (gli adulti di solito sopravvivono, i piccoli no), altri gurami in vasche piccole
- Da evitare: un secondo maschio di colisa lalia in poco spazio, il betta (aspetto e abitudini troppo simili), mordipinne come il barbo tigre, ciclidi grandi o aggressivi
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Riproduzione della colisa lalia
La colisa lalia costruisce nidi di bolle. Il maschio ben nutrito forma in superficie un nido di bolle e frammenti di piante, di solito tra le galleggianti. Poi corteggia una femmina matura e la coppia depone sotto il nido in un abbraccio. Il maschio raccoglie le uova che affondano e le sistema nel nido.
Una deposizione può contare diverse centinaia di uova. Togli la femmina dopo la deposizione, perché il maschio difende il nido con decisione. Le uova si schiudono in circa 24–36 ore e gli avannotti nuotano liberi circa 3 giorni dopo: a quel punto togli anche il maschio. Gli avannotti sono minuscoli e richiedono infusori per la prima settimana, poi naupli di artemia. Una vasca da riproduzione con poca acqua (10–15 cm), ben coperta per mantenere l’aria calda e umida e ricca di galleggianti dà i risultati migliori. Prima di iniziare, pensa a dove sistemare i giovani: una riproduzione responsabile parte da qui.
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Malattie della colisa lalia
Il problema più serio della specie è l'iridovirus del gurami nano (DGIV), una malattia virale molto diffusa negli esemplari d’allevamento. Il pesce colpito perde colore, diventa apatico, smette di mangiare e può mostrare ulcere o ventre gonfio. Non esiste cura e l’esito è quasi sempre fatale. Nella nostra pagina sulla malattia del gurami nano trovi sintomi, come gestire un pesce malato e come proteggere il resto della vasca.
In negozio il virus non si vede, ma puoi ridurre il rischio: compra da un negoziante con vasche pulite e buon ricambio, evita le vasche con gurami morti o apatici e tieni i nuovi arrivati in quarantena per 2–4 settimane. Le infezioni batteriche (columnaris, pinne rovinate) sono frequenti nei pesci stressati, e come ogni pesce tropicale può prendere la malattia dei puntini bianchi. Mantieni l’acqua impeccabile e rivolgiti a un veterinario esperto di pesci se il problema persiste.
| Problema | Sintomi tipici | Da dove partire |
|---|---|---|
| Iridovirus del gurami nano | Perdita di colore, apatia, ulcere, ventre gonfio | Isolare, vedi malattia del gurami nano |
| Infezioni batteriche | Ulcere, chiazze bianche, pinne sfilacciate | Prima l’acqua, poi cura del marciume delle pinne |
| Puntini bianchi | Puntini come granelli di sale, sfregamenti | Segui la nostra guida ai puntini bianchi |
| Stress | Colori spenti, rifiuto del cibo, sempre nascosta | Controlla compagni, corrente e nascondigli |
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Attrezzatura consigliata
La colisa lalia ha bisogno dell’attrezzatura base di ogni piccolo pesce tropicale. Al primo posto c’è un riscaldatore affidabile e regolabile; nel nostro confronto dei migliori riscaldatori per acquario trovi modelli con termostato preciso. Per il filtro, mantieni la superficie calma così che possa respirare e i nidi non vengano distrutti. Un filtro a spugna è ideale nelle vasche piccole, mentre un filtro con portata regolabile va bene in un acquario di comunità da 80 litri.
Con questa specie le piante vere fanno la differenza. Piante a stelo, felce di Java, anubias e uno strato di piante galleggianti come salvinia o limnobium offrono riparo, materiale per il nido e una luce morbida che esalta i colori del maschio.
Domande frequenti
Domande frequenti
Quanto diventa grande la colisa lalia?
I maschi adulti misurano di solito 6–9 cm, le femmine un po' meno. In negozio si vendono spesso giovani di 4–5 cm che cresceranno ancora per qualche mese, quindi scegli la vasca pensando alla taglia adulta.
Con quali pesci può convivere il gurami nano?
Con pesci piccoli e pacifici che non mordono le pinne: banchi di rasbora o piccoli tetra, corydoras, kuhli, otocinclus e ancistrus. Evita il betta, un secondo maschio di colisa lalia in poco spazio, il barbo tigre e i ciclidi grandi o aggressivi.
Si possono tenere due maschi di Trichogaster lalius insieme?
Non in una vasca piccola. I maschi difendono il territorio e si inseguono di continuo, finché il più debole smette di mangiare. In vasche molto piantumate da 120 litri o più a volte funziona, ma un maschio con due femmine resta la soluzione più sicura e rispettosa.
Perché le colisa lalia muoiono così spesso?
Molti esemplari in commercio sono portatori dell’iridovirus del gurami nano, un’infezione virale senza cura che può comparire settimane dopo l’acquisto. Lo stress del trasporto, l’acqua di cattiva qualità e i compagni aggressivi peggiorano la situazione. Un acquisto attento e la quarantena riducono le perdite.
La colisa lalia ha bisogno del filtro?
Sì. Anche se respira aria in superficie, l’ammoniaca prodotta dai rifiuti le fa male comunque, e nel filtro vivono i batteri che la eliminano. Scegli un modello delicato, come un filtro a spugna o uno a portata ridotta, così la superficie resta tranquilla.
Fonti e riferimenti
Scritto e revisionato dalla redazione di handsoffmyhobby secondo la nostra politica editoriale.






